L’ASSOCIATION JACQUELINE VODOZ E BRUNO DANESE

Nel 1991, dopo la cessione della società Danese, Jacqueline Vodoz e Bruno Danese fondano l’associazione culturale che porta i loro nomi, attiva fino al 2005.

L’Associazione vuole porsi come un luogo di scambio sull’idea di progetto, obiettivo ricercato attraverso il triplice appoggio della PROMOZIONE, della TRASMISSIONE e della CONSERVAZIONE. Negli spazi ristrutturati di Via S. Maria Fulcorina 17 a Milano si tengono numerose esposizioni e parallelamente si avviano tutte le attività di catalogazione degli archivi che costituiranno la base per la nascita della futura Fondazione, avvenuta nel 2006.

Il costante impegno dei fondatori per la cura degli Archivi e delle Collezioni  è stato decisivo per la costituzione della Fondazione che prosegue oggi le attività già avviate dall’Associazione, privilegiando maggiormente gli aspetti della Trasmissione e della Conservazione.

L’associazione in primo luogo è stata veicolo per proposte che testimoniano una lunga esperienza di Jacqueline Vodoz e di Bruno Danese con il mondo del design.

Ne sono scaturite mostre attraverso cui sono state messe a punto alcune riflessioni sul concetto di progettualità, di ambiente e di oggetto (Dichiarazione di interni: 25 case italiane dal 1949 al 1993; Oggetto- ambiente, Riflessione sul progetto attraverso otto modelli).

Un altro tema su cui si è voluto puntualizzare è quello molto dibattuto delle Arti Decorative (Paradigmaticità delle arti decorative: oggetti dalle collezioni Vodoz-Danese; Franco Meneguzzo: l’avventura ceramica 1949-1963).

L’attività del “mostrare” è sempre stata per i fondatori dell’Associazione, una modalità attraverso cui si informa e si rende partecipe un pubblico di un processo che si sta svolgendo all’interno.

Così è stato per la Danese quando affiancava con uguale impegno la macchina culturale alla macchina produttiva con lo scopo di produrre pensiero insieme al produrre oggetti. Numerose esposizioni sono state realizzate nella sede della Danese a Milano e questo spirito di provocazione di comportamenti progettuali ed estetici è proseguita nell’Associazione.

Sono nate anche mostre più inattese frutto di un lungo dibattito tra gli autori che vi hanno partecipato (Intorno alla fotografia: 37 cornici per 37 fotografi; Il guardiano e il passero, CD-Rom interattivo).

Col medesimo desiderio di avventura, si è ripercorsa la storia di un artista, cercando di porre in evidenza dei passaggi nodali là dove si rendeva necessario (Ricostruzione teorica di un artista: Bruno Munari nelle collezioni Vodoz-Danese; Umberto Riva: Muovendo dalla pittura; L’avion de papier e altre storie, Jacqueline Vodoz, fotoreporter 1953-1958; Mario Ballocco dal 1949; Impressions Graphiques. L’opera grafica di Giulio Paolini, 1967-2000; Salvatore Licitra: Pensieri, parole, opereStefano Casciani, MONUMENTS, Oggetti e Soggetti 1979-2003; Marco Ferreri).

In ultimo, accanto all’attività del mostrare si è riflettuto su come mostrare: così è nata Le Goût de la communication. Immagini dall’archivio storico della Danese 1957-1991, una mostra sulla comunicazione dell’immagine nell’attività della Danese dal 1957 al 1991.

Archivio Fotografico

L’Archivio fotografico Associazione riguarda le attività espositive svolte dall’Association Jacqueline Vodoz e Bruno Danese, dal 1993 al 2004, con fotografie di tutte le mostre tenute negli spazi di Via Santa Maria Fulcorina 17 a Milano, immagini relative agli allestimenti e alle opere esposte.